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Due Opere fotografiche
dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea

Nella grande hall d’ingresso del Padiglione sono allestiti due capolavori in prestito dalle Collezioni Permanenti del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Le opere May Day IV (2000) di Andreas Gursky e Parking Lots (1967-99) di Ed Ruscha pongono l’accento sulla rappresentazione della folla il primo, la rappresentazione di spazi vuoti il secondo, laddove l’estrema folla vira sulla composizione astratta e l’estremo vuoto lascia emergere l’attesa metafisica delle persone. Il contrasto e la relazione tra le immagini introduce il visitatore all’esperienza della fiera nel grande salone attiguo a questo spazio.

 

The Phair 2022 ringrazia il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea per la collaborazione.

Visioni panoramiche di città, porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, interni di fabbriche, uffici, negozi o supermercati sono solo alcuni dei tanti soggetti indagati da Andreas Gursky (Lipsia, Germania, 1955) attraverso l’obiettivo della macchina fotografica. Elaborando digitalmente i dettagli delle immagini scattate, l’artista costruisce monumentali rappresentazioni del mondo contemporaneo, documentando in senso critico alcuni aspetti della nostra civiltà. Al centro della sua ricerca Gursky pone talvolta l’essere umano, che quasi di necessità, viene sempre ripreso come parte di una moltitudine impegnata in un rito collettivo.

May Day IV appartiene a una serie di immagini dedicate a grandi folle di giovani riuniti in discoteca o in occasione di feste o concerti. Occupato nella sua interezza dalla moltitudine dei corpi, il campo dell’immagine è totalmente saturo, al punto da sottrarre alla visione il contesto nel quale si svolge la riunione. L’elaborazione digitale include l’aggiunta di colori che permettono di sottolineare la presenza dell’individuo nell’ambito della massa e la relazione di appartenenza e opposizione che lega l’uno all’altra.

Andreas Gursky
May Day IV, 2000
stampa cromogenica
208 x 508 cm
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

Nel 1956, Edward Ruscha (Omaha, Nebraska, USA, 1937) si trasferisce da Oklahoma City a Los Angeles e l’incontro con le atmosfere della West Coast californiana influenza profondamente la sua visione. Dopo aver iniziato a lavorare come grafico per un’agenzia pubblicitaria, nel 1961 decide di dedicarsi interamente all’arte. Attento alla relazione tra il valore iconico delle immagini e la loro diffusione mediatica, oltre che alla pittura, Ruscha si dedica alla grafica, all’incisione, alla fotografia e alla produzione di libri. Composti da sequenze di fotografie – sia scattate personalmente dall’artista, che “trovate” – i suoi libri prendono a soggetto appartamenti residenziali, distributori di benzina, oppure piscine, proponendo catalogazioni sistematiche di alcuni aspetti peculiari del paesaggio urbano, con un rigore che solo apparentemente sembra ridurre l’impronta soggettiva dell’artista.

Al libro Thirtyfour Parking Lots in Los Angeles (Trentaquattro parcheggi a Los Angeles), 1967, segue nel 1999 un’edizione di trenta stampe in gelatina, Parking Lots, 1967-99, tratta dai negativi originali del libro. Nelle immagini, i parcheggi sono visti dall’alto, come nella fotografia aerea e le tracce a spina di pesce che li dividono l’uno dall’altro diventano simili a composizioni pittoriche astratte. I parcheggi fluttuano in uno spazio senza tempo, suggerendo il paradosso di una vita urbana che si estende senza persone, macchine o guidatori. In contrasto con questa atmosfera, le crepe nell’asfalto, le macchie e le sbavature d’olio possono essere letti come tracce di un tempo trascorso e di vite vissute.

Ed Ruscha
Parking Lots (Parcheggi), 1967-99
stampa gelatino bromuro d’argento
30 fotografie, 38 x 38 cm ciascuna
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

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